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La Consuetudine Frastagliata di averti accanto - Teatro Vascello. Biglietti scontati del 40% | ShopToday

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La Consuetudine Frastagliata di averti accanto - Teatro Vascello - dal 12 al 17 maggio - Biglietti scontati del 40%

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Condizioni 

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  • Ritiro biglietti: a partire da un'ora e mezza prima dell'inizio dello spettacolo.

DOVE SI TROVA 

Via Giacinto Carini, 78, Roma

Maggiori Informazioni
info:

La Consuetudine Frastagliata di averti accanto al Teatro Vascello di Roma

drammaturgia Marco Andreoli
diretto e interpretato da Daniele Pilli e Claudia Vismara
light designer Luigi Biondi
tecnicismi Francesco Traverso
costumi Livia Fulvio
produzione: La fabbrica dell’attore – Teatro Vascello
in collaborazione con: I poli a k.o.v.

La consuetudine frastagliata dell’averti accanto di Marco Andreoli è un’opera dagli innumerevoli piani di lettura. Potremmo dire che è un testo che parla di coppia, di quell’universo criptico che sono le relazioni, del loro lento disgregarsi, dell’ostinazione con cui a volte ci si accanisce per mantenere con se stessi una facciata, una parvenza di felicità… ma sarebbe riduttivo. Dovremmo allora dire che parla di tempo, di fisica quantistica, di quelle scelte che si compiono nella vita e che una volta compiute la segnano per sempre. Di quanto un istante, a volte, faccia la differenza, tra la vita e la morte. Un approccio drammaturgico che trae ispirazione dalle teorie dei ‘Multiversi’ di Everett, esplorando il concetto di simultaneità del tempo nelle infinite possibilità di ogni singola scelta.

Un uomo sulla quarantina, Elia, studente di fisica applicata, solo davanti al pubblico, racconta di quando, quella stessa mattina, ha infilato un tagliacarte giù per la gola del professor De Marchi, il suo mentore, colpevole quest’ultimo di aver rifiutato la sua relazione sulla scomposizione del tempo “in unità sempre più minime, ma pur sempre osservabili e-in fin dei conti-controllabili”. Ma Elia non è l’unico protagonista di questa storia.  Ad attenderlo a casa c’è Laura, ex studentessa di fotografia, ora in tenuta da casalinga disperata, decisamente anni ’80 nel look. Quando Elia la raggiunge, indossa un grembiule in fretta e furia, quindi apre la porta. I due si salutano: “Cielo e mare…”, “Universo…”. Sembrano le battute di uno spot scadente. E forse lo sono.

Un uomo, una donna e una cucina. Questi gli elementi della nostra storia. Il pubblico segue l’avvicendarsi del loro rapporto, spiandone vite, umori e consuetudini, attraverso una narrazione frastagliata e frammentata che pindaricamente balza avanti e indietro nel tempo, costringendo gli spettatori a ricostruire con minuzia e attenzione quanto accaduto durante il loro primo incontro, il 9 ottobre 1982 in un circolo universitario. Una sciarpa rossa segna inesorabilmente il destino di uno dei due personaggi e diventa lo spartiacque tra ciò che avrebbe potuto essere e ciò che non sarà mai. Una possibilità mancata. La dilatazione di un istante. E una vita assieme. Queste tre cose, insieme, sono La consuetudine frastagliata dell’averti accanto.

 

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